martedì 14 maggio 2013

Cibo, sensazioni e creatività



Cibo, sensazioni e creatività


Quando ci guardiamo allo specchio vediamo un’immagine di noi. A seconda dei momenti e delle circostanze, tale immagine ci appare più o meno piacevole, prestiamo attenzione a un dettaglio o ad un altro, facciamo delle critiche più o meno severe. In ogni caso, difficilmente il modo in cui noi “ci percepiamo” corrisponde esattamente alla realtà.
Il laboratorio creativo sull’immagine corporea “Cibo, sensazioni e creatività” rappresenta un percorso che, con l’aiuto di utili spunti di storia dell’arte, ci aiuterà a riflettere sull’immagine corporea.
Da una maggiore armonia con il nostro corpo ci verrà naturale averne più cura, offrendogli cibo adeguato e preziosi momenti di convivialità. L’incontro è aperto a tutti, dai 5 anni in su!
Il laboratorio sarà condotto da Cristina Cherchi e Maria Coviello.

mercoledì 3 aprile 2013



La MezzaLuna – Centro di Educazione Alimentare


Ci sono cose che stanno nell’aria in attesa di prendere forma e sostanza. Una di queste è “La Mezzaluna – centro di educazione alimentare”.
Se ne stava lì, indefinita ma già capace di individuare dei bisogni. Bisogni come quello di un nuovo diritto di accesso al cibo, di una nuova consapevolezza alimentare che si lega a quella ambientale e sociale. Aveva già in sé temi come il territorio, la partecipazione, l’agricoltura, la cultura, la biodiversità, il rispetto dei tempi della natura e molto altro.

E’ merito di Giusi D’Urso, biologa nutrizionista, aver messo attorno ad un tavolo un gruppo di persone che su quei temi da tempo lavora nei modi e negli ambiti più diversi. Chi va nelle scuole a fare educazione alimentare, chi ci coltiva strani orti, chi lavora sulle relazioni, chi produce e promuove i prodotti del territorio e la filosofia della filiera corta, chi con passione porta nelle istituzioni temi come illand grabbing e le nuove politiche del cibo, chi illustra libri per favorire consapevolezza nell’approvvigionamento produzione alimentare. Si tratta di agricoltori, biologi, pedagogisti, psicologi, economisti, agronomi, geologi e altre figure professionali. A questi singoli si è affiancata la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) di Pisa che fin da subito ha creduto nel progetto.
Con tutti questi ingredienti, è il caso di dirlo, lo scorso 7 febbraio è nata l’associazione di promozione sociale “La Mezzaluna – centro di educazione alimentare”. Alla costituzione sono state nominate anche le prime cariche sociali. Presidente è la promotrice dell’iniziativa Giusi D’urso. Compongono, invece, il comitato direttivo Emanuela Amendola, Cristina Cherchi, Francesca Cupelli, Emilio Bertoncini e Giacomo Sanavio.
“L’associazione” – ci dice la presidente – “ha come obiettivo centrale la cultura del cibo, e si adopera affinché essa sia diffusa il più possibile e divenga tema centrale e di base per un cambiamento virtuoso sul territorio. Non a caso il nostro motto è: Creiamo strumenti di consapevolezza. Educazione alimentare, agricoltura locale, sostenibilità, condivisione, convivialità, attenzione alle produzioni locali e molto altro, sono solo alcuni dei temi che connotano le nostre attività rivolte alle scuole, alle famiglie, agli enti interessati”.
Chiediamo a Giusi D’urso quali sono le prime iniziative a cui lavorerà l’associazione.
Gli incontri incontri intorno al cibo” – ci dice la nutrizionista – “sono iniziati alcune settimane prima della costituzione formale dell’associazione, ma sono a tutti gli effetti il primo vero progetto de La mezzaluna. Si tratta di un’iniziativa nata da una collaborazione con la CIA di Pisa con l’obiettivo di diffondere la consapevolezza alimentare e la sensibilità verso temi importanti quali la nutrizione sana, i prodotti locali e stagionali, il legame con il territorio e le sue produzioni e tradizioni. Gli incontri sono aperti a tutti e si svolgono periodicamente con la collaborazione di vari esperti de La Mezzaluna“.
Scopriamo, però che c’è dell’altro: non appena si è diffusa la notizia della costituzione dell’associazione, l’istituto comprensivo scolastico Galilei di Pisa ha contattato La mezzaluna  per un progetto poi intitolato Cibiamoci mondo. “Esso” – ci dice Giusi D’Urso – “vuole sottolineare l’utilità e la necessità delle buone abitudini alimentari e, allo stesso tempo, riposizionare il cibo al centro delle relazioni umane, dell’universo emozionale, delle buone pratiche di integrazione, della condivisione e della cura del proprio territorio. Tutti concetti che a scuola trovano il terreno fertile nel quale attecchire”, conclude.
Mentre il sito web de La Mezzaluna è in fase di allestimento è già attivo un gruppo dedicato suFacebook attraverso il quale è possibile scoprire tutte le iniziative e dove sono disponibili i contatti utili.
Di Emilio Bertoncini - Agronomo e guida ambientale

Cibo. Dall'istinto al disagio

martedì 19 marzo 2013



Cibo, comportamento e immagine corporea


logo14.jpgIn una società, come quella contemporanea, di personalità perennemente insoddisfatte, fragili, insicure che si aggrappano all’idea della perfezione per garantirsi un’illusoria tranquillità psico-fisica, l’immagine corporea emerge quale “strumento” per raggiungere la padronanza di sé, la certezza delle proprie capacità, i fondamenti dell’autostima.
L’identità, spesso, non è una conquista immediata e definitiva, ma deve passare attraverso continue trasformazioni che fanno i conti con modelli estetici transitori, modelli culturali pubblicizzati dai mass media.Imput, questi, che mettono in evidenza la centralità del corpo, in quanto è dall’apparenza fisica che, oggi più che un tempo, si giudicano e si valutano, in prima battuta, le persone ed è a partire dal corpo che si costruisce l’immagine di se stessi e quella che si vuole proiettare sugli altri, nella speranza di impressionarli positivamente ed essere, infine, accettati.
Il corpo e le sue forme regolano, accentuano, guidano ed attivano comportamenti e scelte che spesso seguono dinamiche complesse ed imprevedibili e che, inevitabilmente, coinvolgono le scelte alimentari, trasformando il cibo in strumento per raggiungere determinati risultati estetici.
Di questo e di molto altro, si parlerà all’incontro di venerdì, 22 marzo, ore 17 – 18,30, presso la sede della Confederazione Italiana Agricoltori di Pisa, via Malasoma 22, Ospedaletto.
Interverranno Giusi D’Urso, Biologa Nutrizionista e Cristina Cherchi, Pedagogista Clinica.
L’incontro, organizzato da La Mezzaluna – Centro di Educazione Alimentare, ègratuito.
Cibo e immagine corporeaE’ gradita un’iscrizione via mail o telefono, ai seguenti recapiti: giusi.durso@libero.it, 347 0912780

domenica 24 febbraio 2013

L’importanza del senso del tatto e della manipolazione


L’importanza del senso del tatto e della manipolazione

Il senso del tatto è il primo a svilupparsi nell’embrione umano ed alla nascita il bambino ha bisogno, per sentirsi sicuro, del contatto con la mamma. Attraverso questo contatto sperimenta le prime sensazioni tattili, cariche di significati affettivi.
Nei primi mesi di vita del bambino il tatto è uno dei sensi attraverso il quale il bambino conosce maggiormente il mondo che lo circonda.
Il senso del tatto è diffuso sull'intera superficie della pelle, ma le terminazioni nervose sono concentrate soprattutto in alcune zone: palmo della mano e dita, pianta del piede, bocca.
Il primo organo attraverso cui il bambino conosce è la bocca, nei primi mesi di vita, infatti, il neonato porta tutto alla bocca; questo è il suo modo per conoscere.
Successivamente comincia a servirsi delle mani, attraverso le quali, toccando le cose, ama conoscere e riconoscere diverse consistenze e riceve numerosissimi stimoli.
Dal momento dello svezzamento, attraverso la manipolazione del cibo, il bambino prende confidenza con i diversi alimenti, li conosce e supera la diffidenza verso ciò che è nuovo.
La manipolazione del cibo incuriosisce il bambino e lo spinge maggiormente verso l’assaggio.
E’ dunque importante lasciare che il bambino possa toccare con le mani il cibo che gli viene proposto. E sarà anche divertente ed utile per lui manipolare il cibo durante la sua preparazione in cucina, insieme a genitori, fratelli o nonni. E non preoccupiamoci se la cucina si sporcherà un po’di più!